Bari, Matera, Lecce
5-8 febbraio 2026

Sedi congressuali:

Politecnico di Bari
Università della Basilicata
CNR di Lecce

Date importanti:
A grandissima richiesta si comunica la proroga per le submissions ai 3SGPI, secondo il seguente calendario.
 
Bari-Matera-Lecce 2026

29 marzo 2025
Avvio call e proposte di sessioni

10 luglio 2025
Termine invio abstract e proposte di sessioni

20 luglio 2025
Notifica accettazione abstract e sessioni

5 ottobre 2025
Termine invio full paper per blind review

20 ottobre 2025
Notifica accettazione full paper con review

20 novembre 2025
Termine invio paper finale per inoltro all’editore

 

Atti – Proceedings:
Gli Atti dei 3° Stati Generali del Patrimonio Industriale saranno pubblicati in modalità digitale e Open Access con possibilità di print on demand.
 
Selected paper – Journals:
Contributi selezionati saranno ammessi alla pubblicazione su uno special issue di TEMA Technologies, Engineering, Materials and Architecture. Rivista scientifica in classe A Anvur per l’Area 08.
 
Contributi selezionati saranno ammessi alla pubblicazione su Patrimonio Industriale. Rivista scientifica Anvur per l’Area 08.

L’Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale – AIPAI promuove i Terzi Stati Generali del Patrimonio Industriale. Dopo Venezia, Padova, Piazzola sul Brenta e Roma, Tivoli, gli Stati si riuniranno a Bari, Matera e Lecce seguendo un ideale percorso circolare tra le molteplici realtà patrimoniali della produzione e del lavoro che interessano il Nord, il Centro e il Sud della penisola. Per tracciare un bilancio ed elaborare strategie e visioni per il futuro prossimo è fondamentale porre le condizioni più fertili per favorire il confronto tra gli addetti ai lavori e le comunità, nonché l’incontro tra i diversi ambiti operativi, di ricerca e istituzionali coinvolti.

Il Patrimonio Industriale è costituito da quanto riconosciamo come rilevante del passato prossimo della civiltà del lavoro; è la risposta a quesiti che non appartengono solo agli studiosi, ma che nascono innanzitutto dalle comunità e dalle imprese, per capire sé stessi e contribuire ad essere pronti per le sfide culturali, economico-sociali e ambientali del presente e degli anni a venire. Il riconoscimento, quindi, è il frutto di processi articolati che occupano un posto importante nelle dinamiche evolutive delle città e dei paesaggi industriali e post-industriali. È perciò strategico incontrarsi periodicamente per individuare ed esplorare i valori propri dell’eredità industriale, materiale e intangibile, secondo gli approcci messi a punto in più di settant’anni, dal mondo dell’archeologia industriale.
Il congresso è articolato in dieci aree tematiche per le quali è possibile proporre:

  • Singoli contributi
  • Una o più sessioni tematiche, composte da massimo 4 contributi originali
  • Singoli contributi e partecipazione alla doctoral school

I convegnisti hanno l’opportunità di mettere in luce i numerosi percorsi caratterizzanti l’attualità dell’Archeologia Industriale, le esperienze più innovative alla luce delle radici di tale specifico ambito della memoria.

I singoli contributi e le sessioni possono essere presentati per una o più aree tematiche. Le specificità sono molte e interessano, da un lato, gli oggetti e gli organismi, come le macchine utensili, i motori, le fabbriche, le architetture industriali, l’edilizia aziendale, le infrastrutture urbane, regionali e superiori; dall’altro i documenti, il mondo figurativo, i prodotti, la comunicazione e le testimonianze, materiali e immateriali, che permettono la narrazione della memoria e della cultura del lavoro.
L’attenzione va parimenti rivolta alla conoscenza, ai principi e alle azioni legate alla gestione, all’uso o alla nuova vita della fabbrica, delle architetture e delle aree industriali; alla partecipazione delle comunità; alle necessità della fruizione, della musealizzazione, del turismo industriale; agli strumenti per il progetto e il restauro. Sono oggetto di particolare attenzione le pratiche di ricerca e divulgazione associative, lo sviluppo e all’affermazione degli strumenti digitale, la fruizione del patrimonio e del lost heritage attraverso AR/VR e le automazioni dei processi conseguibili grazie all’AI.

 

Aree tematiche

  1. Macchine, brevetti e cicli produttivi storici del patrimonio industriale a cura di Renato Covino, Antonio Monte, Laura Severi, Marco Venanzi
  2. Città e paesaggi dell’industria e del lavoro
    a cura di David Celetti, Giovanni Luigi Fontana, Elena Paudice, Massimo Preite, Silvia Tardella
  3. Infrastrutture territoriali e urbane a cura di Massimo Bottini, Franco Mancuso, Stefania Mornati, Palmina Trabocchi
  4. Progetto e costruzione per l’industria a cura di Edoardo Currà, Ilaria Giannetti, Antonella Guida, Cesira Paolini, Martina Russo, Augusto Vitale
  5. Storia, cultura e memoria dell’industria e del lavoro: ricerche, archivi, musei e pratiche di valorizzazione a cura di Marco Bertilorenzi, David Celetti, Amedeo Lepore, Carolina Lussana, Massimo Negri, Roberto Lorenzetti, Luca Zan
  6. Digitalizzazione e AI del patrimonio industriale: conoscenza, progetto, gestione e fruizione a cura di Elena Cantatore, Cassia De Lian Cui, Edoardo Currà, Mariella De Fino, Fabio Fatiguso, Silvana Bruno
  7. Restauro e conservazione del patrimonio industriale a cura di Marina Docci, Claudio Menichelli, Cristina Natoli, Rita Vecchiattini, Graziella Bernardo, Alessandro Mattioli
  8. Riuso e pratiche di rigenerazione urbana e ambientale a cura di Sara De Maestri, Antonella Guida, Rossella Maspoli, Cristina Natoli, Vito Domenico Porcari, Marina Pugnaletto, Manuel Ramello
  9. Turismo industriale, percorsi culturali, esperienze di fruizione a cura di Francesco Antoniol, Massimo Bottini, Maria Elena Castore, Rossella Maspoli, Massimo Preite, Manuel Ramello, Giorgio Ravasio
  10. Immagine, cinematografia, media digitali e comunicazione dell’industria a cura di Luca Borghini, Renè Capovin, Palmina Trabocchi, Fabrizio Trisoglio
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